Agroalimentare
L’agroalimentare italiano, settore strategico e per sua natura resiliente, esercita un’influenza rilevante in Europa e nel mondo, distinguendosi per numeri robusti e una forte capacità competitiva anche nel quadro di incertezza determinato dal combinarsi di turbolenze geopolitiche e meteoclimatiche.
Fonte: Ismea, Rapporto sull’agroalimentare italiano 2025


Il fiore all’occhiello della produzione italiana
Il Made in Italy agroalimentare è il risultato di un sistema integrato in cui elementi naturali, pratiche produttive, cultura e regolamentazione contribuiscono in modo coordinato. La varietà morfologica e climatica del territorio ha favorito lo sviluppo di produzioni distintive.
Il quadro normativo, sia europeo che nazionale – con le certificazioni IG, la PAC e i programmi di sviluppo rurale – ha creato un contesto stabile e favorevole con strumenti di tutela e valorizzazione, garantendo standard di qualità. Nel 2026, l’Italia è prima in Europa per numero di prodotti agroalimentari DOP, IGP e STG con 897 denominazioni riconosciute (331 cibi e 566 tra vini e spiriti).
Il settore primario impiega 986.567 lavoratori, in crescita del +1,1% rispetto all’anno precedente, mentre l’industria alimentare e delle bevande occupa 504.278 addetti, in aumento del +2,5%. Nei primi undici mesi del 2025 le esportazioni agroalimentari italiane hanno sfiorato i 67 miliardi di euro, in aumento del 5% su base tendenziale, a fronte di una crescita del 3,1% dell’export nazionale complessivo.
Le previsioni suggeriscono una chiusura d’anno intorno ai 73 miliardi di euro, segnando un nuovo record e consolidando il percorso di crescita degli ultimi anni.
Fonte: Fondazione QualiVita, Osservatorio Italia, 2026, - Camera di Commercio delle Marche, Open Data Explorer - Demografia delle Imprese in Italia (Imprese attive, Quote, Settore A), 31/12/2025,
- Ismea, AgriMercati ISMEA, III trimestre 2025: crescono il valore dell’agroalimentare italiano e l’export, con un nuovo record verso i 73 miliardi
Principali sottosettori
L’agroalimentare italiano si articola in una ricca varietà di specializzazioni, ognuna espressione dell’identità territoriale e del gusto italiano. Dal comparto dei cereali e derivati al settore lattiero-caseario; dalle carni e dai salumi tipici ai prodotti dolciari a base di cacao, dal caffè all’olio extravergine d’oliva, simbolo della dieta mediterranea. A questi si affiancano il settore ortofrutticolo, il vino e il comparto biologico, in rapida crescita.
Fonte: Istat, Nomenclatura combinata (NC8) (quantità e valore) dati annuali e mensili
11,78
MLD €

Cereali e derivati
Carni e salumi
Olio EVO
Vini
Lattiero-caseario
Dolciario

Caffè
Biologico
Eccellenze e innovazioni
L’Italia si sta affermando come laboratorio fertile per l’innovazione agroalimentare, grazie a una rete attiva e sinergica di università, centri di ricerca, imprese e istituzioni pubbliche.
L’ecosistema brevettuale nazionale, sostenuto da garanzie forti sui diritti di proprietà intellettuale, è il cuore di questa crescita, rendendo scalabili e tutelabili a livello globale le soluzioni sviluppate all’interno del Paese.
Fonti: CREA, Privative vegetali, - Comieco, Innovazione – Eco-design e packaging sostenibile, - CREA, Ingegneria e trasformazioni agroalimentari, - Circular Economy Network, 7° Rapporto sull’economia circolare in Italia – 2025,
Accanto alle tecnologie agroalimentari tradizionali, stanno emergendo nuovi ambiti di innovazione:
Biologico e biotech

Packaging sostenibile e digitale
Tecnologie alimentari avanzate
Economia circolare
Impatto del territorio
La qualità italiana non risiede solo nella bontà organolettica del prodotto, ma nel suo radicamento identitario e nel legame con l’origine geografica.
La legge italiana 205/2017 ha istituito i “distretti del cibo” – raccogliendo sotto un’unica definizione distretti rurali, agroalimentari di qualità, biodistretti e distretti di filiera agroindustriali – con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo e la coesione teritoriale, salvaguardare il paesaggio e individuare modelli di innovazione con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera e del territorio.
Il registro ufficiale del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, aggiornato a novembre 2025, conta 227 Distretti del Cibo riconosciuti.
Fonti: Fondazione QualiVita, Osservatorio Italia, 2026, - Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MASAF), Registro nazionale dei Distretti del Cibo, - Il Sole 24 Ore, Parma Food Valley: eccellenze alimentari da oltre 11 miliardi di fatturato, - Intesa Sanpaolo, Monitor dei distretti agroalimentari gennaio 2026, - Regione Campania, L’industria alimentare in Campania: main data, traiettorie strategiche e opportunità.
Alcuni dei “distretti del cibo” più significativi
Food Valley della provincia di Parma
La provincia di Parma ospita una delle filiere agroalimentari più complete d’Europa dove tradizione e innovazione si intrecciano.
Distretto dei vini di Langhe, Roero e Monferrato
Principale polo della filiera vinicola italiana per valore esportato, culla di grandi vini, tartufi e dolci leggendari.

Distretto agroalimentare di Nocera e Gragnano
Uno dei poli agroindustriali più significativi del Mezzogiorno, noto per la pasta e la trasformazione dei pomodori.
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