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Meccanica

L’industria italiana della meccanica e dell’automazione rappresenta uno dei pilastri 
del sistema produttivo nazionale, distinguendosi per competenza tecnica, capacità 
di innovazione e vocazione internazionale. Accanto ai grandi gruppi industriali, prosperano PMI altamente specializzate e start up innovative, spesso nate come 
spin-off universitari, che rafforzano la resilienza e la dinamicità dell’ecosistema.

Fonte: ICE Agenzia, Machinery & Mechatronics Industry

Machinery
Machinery

Innovazione e qualità che guidano il futuro

Filiera articolata ed eterogenea, all’inizio del 2026 contava 173.492 imprese e 1,98 milioni di addetti, includendo i codici ATECO riferibili a metallurgia, fabbricazione di prodotti in metallo, computer, elettronica e apparecchiature elettriche, macchinari, autoveicoli e altri mezzi di trasporto, riparazione e installazione.

Nel 2025 l’indice di produzione industriale ha registrato una lieve contrazione (-0,9%) rispetto al 2024, con segnali di recupero nella seconda parte dell’anno. Le esportazioni hanno raggiunto 284,4 miliardi di euro, in crescita del +2,9%, contribuendo in maniera determinante all’economia del Paese e al suo posizionamento nei mercati globali.

284,4 MLD€valore export (2025)
1,98 MLNaddetti (2025)
+173 kimprese (2025)

Dopo la flessione del 2024, ha ripreso la crescita delle esportazioni verso i principali mercati di riferimento: Germania +3,3%, Stati Uniti +1,8%, Francia -0,2%18. Si sono registrate crescite a doppia cifra in Svizzera (+41,4%, quinto Paese di destinazione) e Giappone (+14,1%, decimo), mentre i cali più marcati hanno riguardato Turchia (-8,2%, settimo), Cina (-12,7%, ottavo) e Russia (-28,3%, undicesimo).

Fonti: Camera di Commercio delle Marche, Open Data Explorer - Demografia delle Imprese in Italia (Imprese attive, Quote, Settore C, Divisione=24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 33), 31/12/2025 - Camera di Commercio delle Marche, Open Data Explorer - Demografia delle Imprese in Italia (Addetti, Quote, Settore C, Divisione=24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 33), 31/12/2025, - Federmeccanica, Federmeccanica presenta la 177a indagine congiunturale, 2026.

Approfondisci i dati

Principali sottosettori

La filiera della meccanica è profondamente eterogenea, con comparti che operano in mercati, tecnologie e applicazioni molto differenti. Tra i principali segmenti per dimensione economica si distinguono la meccanica varia, la meccanica strumentale, le macchine agricole e l’automazione, l’elettrotecnica e l’elettronica.

All’interno dell’industria dei beni strumentali rivestono inoltre un ruolo centrale la componentistica e le tecnologie meccatroniche, le macchine utensili e i robot, e le macchine per l’imballaggio.

Fonte: Ucima, UCIMA presenta i preconsuntivi 2025: andamento del settore, 2025.

Tecnologie per il packaging

8,1


MLD €

valore esportazioni (2025)

Macchine utensili, robot e automazione

Componentistica e tecnologie meccatroniche

Macchine agricole

Sistemi elettrici ed elettrotecnici per l’automazione

Eccellenze e innovazioni

Da sempre le imprese italiane della meccanica hanno cercato di innovare, sia nei prodotti che nei processi. Più recentemente, con la spinta alla trasformazione digitale, si è vista una nuova primavera di iniziative che hanno permesso l’introduzione di tecnologie quali la robotica collaborativa, l’Internet of Things sulle linee produttive, la stampa 3D e, più di recente, l’impiego di tecnologie legate all’intelligenza artificiale per la manutenzione predittiva, solo per citarne alcune.

Anche grazie a queste attività di lungo periodo, i risultati sono stati soddisfacenti: nella prima metà del 2025 il mercato digitale italiano ha registrato una crescita tendenziale del 3,2%, raggiungendo un valore complessivo pari a 40,5 miliardi di euro.

Fonte: Anitec-Assinform, Il digitale in Italia 2025: previsioni 2025-2028.

Le tecnologie chiave

Metamateriali

Robotica collaborativa

Automazione in cloud

Internet of things

Intelligenza Artificale

Stampa 3D

Impatto del territorio

L’industria meccanica italiana è profondamente legata ai territori che la ospitano. Non si tratta solo di luoghi produttivi, ma di ecosistemi nei quali competenze, tradizioni e relazioni sociali hanno costruito nel tempo un capitale industriale unico.

Nei distretti industriali, l’ingegno artigiano si è evoluto in competenza tecnologica. La prossimità tra imprese, officine, fornitori e scuole tecniche ha favorito una trasmissione rapida di conoscenze e la crescita di filiere specializzate.

Oltre alla produzione, la meccanica contribuisce in modo decisivo al tessuto economico e sociale dei territori. Garantisce occupazione qualificata, sostiene la formazione tecnica e alimenta l’identità delle comunità. Nei distretti, la presenza di istituti tecnici e politecnici rafforza questo legame, formando competenze specializzate richieste dalle imprese.

Fonti: Intesa Sanpaolo, Monitor dei Distretti – Lombardia, gennaio 2026, - Intesa Sanpaolo, Monitor dei Distretti – Emilia-Romagna, febbraio 2026, - MIAC, L’industria cartaria in Italia e il distretto di Lucca.

Alcuni dei territori maggiormente coinvolti

Meccanica strumentale di Milano e Monza

Il principale distretto della filiera nazionale per valore assoluto dell’export.

Meccanotronica di Reggio Emilia

Un ecosistema costruito sul’integrazione fra meccanica, elettronica, automazione e informatica.


Macchine per l’industria cartaria di Lucca

Uno dei principali poli europei della produzione cartaria.

Meccatronica del Barese

Oltre alla meccatronica e all’automazione industriale, si concentra su nanotecnologie, materiali avanzati e ICT.

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