Nautica
L’Italia si è affermata come uno dei principali protagonisti mondiali nella nautica da diporto grazie a un singolare intreccio di elementi storici, geografici, culturali e industriali. Questa posizione di leadership non è il risultato di una fortunata contingenza, ma l’esito di un’evoluzione secolare che ha saputo tenere insieme tradizione e innovazione, artigianalità e industria, estetica e tecnologia.


Un Paese di navigatori
Con oltre 8.300 chilometri di coste e una collocazione geografica al centro del Mediterraneo, l’Italia vanta una vocazione marittima antica, testimoniata fin dall’epoca degli Etruschi, dei Romani e, più tardi, delle grandi Repubbliche Marinare come Venezia e Genova.
La filiera nautica italiana – considerata nel suo insieme, dalla cantieristica alla fornitura di componenti elettroniche, tessili e meccaniche, fino alle attività a valle come servizi, riparazioni, charter e commercio – ha generato nel 2024 un valore aggiunto di 13,09 miliardi di euro e occupato 167.864 addetti. Rispetto al 2021, la crescita in valore aggiunto è stata del +20,2%, a fronte di un incremento occupazionale più contenuto, pari al +5,6%.
Nel 2024, il fatturato complessivo dell'industria nautica ha raggiunto 8,60 miliardi di euro. Il segmento della cantieristica per nuove unità da diporto è il cuore produttivo della filiera, con un fatturato complessivo che nel 2024 ha superato i 5,58 miliardi di euro (+8,4% rispetto al 2023). In base ai dati aggiornati a novembre 2025, l'Italia è il secondo esportatore di imbarcazioni da diporto e sportive, con quasi un quarto (24,0%) dell'export globale.
Fonti: ISPRA, Su 8.300 km di costa il 13% è occupato da opere artificiali, - Fondazione Symbola, Geografie della filiera nautica italiana 2026, - Confindustria Nautica, La Nautica in Cifre – Analisi di mercato per l’anno 2024, 2024, - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Statistiche relative all'interscambio commerciale italiano nel settore della nautica.
Principali sottosettori
L’industria nautica comprende la costruzione di nuove unità da diporto, dagli yacht, alle barche a vela e ai gommoni, oltre alle attività di refit, riparazione e rimessaggio, la componentistica e accessoristica, e la produzione di motori. Il segmento di punta è quello dei superyacht, dove l'Italia detiene un primato assoluto a livello mondiale.
Fonte: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Statistiche relative all'interscambio commerciale italiano nel settore della nautica

4,16 MLD €
valore esportazioni (novembre 2025)

Accessori e componenti
Refit, riparazione e rimessaggio
Motori marini
Eccellenze e innovazioni
L’eccellenza della nautica italiana non si esprime solo nella maestria manifatturiera dei grandi cantieri o nel fascino delle linee disegnate dai designer più affermati, ma anche nello slancio innovativo del settore, trainato da soluzioni ad alta intensità tecnologica, materiali avanzati, elettrificazione e digitalizzazione. Un patrimonio industriale diffuso, spesso radicato nei distretti territoriali, che contribuisce in modo significativo alla competitività globale dei prodotti italiani.
Questa capacità di innovare non riguarda soltanto il prodotto finale, ma investe l'intera filiera produttiva. Negli ultimi anni, la cantieristica da diporto italiana ha accelerato sull’innovazione di processo: centri di fresatura a cinque assi, robot mobili per la saldatura, stampi in materiali riciclati e supply-chain digitalizzate stanno ridisegnando la geografia produttiva lungo tutta la Penisola.
Fonti: Compositi Magazine, Compositi riciclabili per il settore della nautica, - ORDIS, Large scale demonstration of new circular economy value-chains based on the reuse of end-of-life fiber reinforced compo- sites (FiberEUse)
Alcuni ambiti di innovazione e sostenibilità:
Scienza dei materiali per migliorare le prestazioni
Nuove propulsioni sostenibili: elettrico, idrogeno, biometanolo
Digitalizzazione di bordo, domotica e sensoristica
Riciclo e economia circolare nei refit
Design sostenibile
Il legame con il territorio
Il successo internazionale della nautica italiana non può essere compreso senza considerare il ruolo profondo e strutturale che il territorio esercita sulla filiera, sia in termini produttivi che culturali.
La conformazione geografica della Penisola, con oltre 8.300 chilometri di coste distribuiti tra mare Adriatico, Tirreno, Ionio e Ligure, rappresenta da secoli un fattore abilitante per lo sviluppo di un ecosistema economico strettamente legato al mare. Questa densità costiera ha favorito la nascita e il consolidamento di distretti produttivi che ancora oggi costituiscono l’ossatura della nautica Made in Italy.
La nautica italiana, inoltre, si inserisce in ecosistemi culturali più ampi, dove convivono turismo marino, ristorazione e accoglienza, artigianato e cultura materiale locale.
Fonti: Confindustria Nautica, La Nautica in Cifre – Analisi di mercato per l’anno 2024
Alcuni dei territori maggiormente coinvolti
Polo produttivo dell'Alto Mediterraneo
Si estende lungo la costa tirrenica da Genova a Livorno.
Distretto Adriatico
Comprende le province di Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Pesaro-Urbino e Ancona.
Polo della nautica lombarda
Prima regione italiana per valore aggiunto complessivo della filiera nautica estesa.
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