Camper Made in Italy: terzo comparto in Europa grazie a design e qualità
Oltre l’80% della produzione è destinato all’export: una filiera di più di 8.000 addetti porta sulle strade europee progettazione, componentistica e capacità manifatturiera italiana

Con 8.000 addetti diretti e indiretti, il comparto dei camper Made in Italy è il terzo in Europa. Un risultato che sottolinea l’anima esploratrice degli italiani, che vantano nei loro prodotti qualità, comfort e attenzione al design. Proprio queste caratteristiche hanno fatto sì che l’attenzione degli appassionati stranieri si concentrasse anche sugli autocaravan costruiti nel nostro Paese. L’industria, infatti, destina più dell’80% della produzione all’export, soprattutto verso Germania, Francia e Regno Unito. Numeri che raccontano una filiera capace di unire automotive, arredamento, tecnologia e turismo.
Un comparto italiano che cresce più dell’Europa
In Europa circa 20 milioni di turisti viaggiano ogni anno in camper e caravan, su un parco circolante di oltre 6,5 milioni di veicoli ricreazionali. Nel 2025 sono stati immatricolati oltre 161.000 veicoli, un dato sostanzialmente stabile. In Italia, invece, le nuove immatricolazioni hanno raggiunto quota 7.936, con una crescita del 10,6% rispetto al 2024.
Il confronto con il 2014 rende più evidente il cambiamento: allora i camper immatricolati erano 3.718. In poco più di dieci anni il mercato italiano è cresciuto del 113% influenzando anche l’usato che ha registrato un andamento positivo, con un incremento del 6,05%.
I numeri della filiera italiana dimostrano come l’interesse per questi mezzi di trasporto sia in crescita. La produzione non dipende però soltanto dalla domanda interna. La vocazione internazionale colloca le imprese italiane all’interno di un comparto europeo nel quale qualità costruttiva, affidabilità e capacità di adattamento sono condizioni essenziali.

Una casa in movimento progettata centimetro per centimetro
Chi sceglie i camper, infatti, desidera il comfort di una casa, ma in grado di muoversi come un veicolo. Ogni componente deve essere leggero, resistente e integrato con gli altri, gli arredi devono adattarsi alla struttura, gli impianti idrici, elettrici e di climatizzazione devono garantire autonomia e comfort in condizioni differenti.
Su questa complessità si è sviluppata l’industria camper italiana, composta da produttori, allestitori e aziende specializzate in illuminazione, tessili, arredi trasformabili, domotica, gestione dell’acqua e sistemi di sicurezza. Molte di queste soluzioni vengono fornite anche a costruttori esteri, portando competenze italiane all’interno di veicoli realizzati in altri Paesi. La filiera si arricchisce così di una serie di conoscenze specializzate nei componenti, rendendo il comparto competitivo su più fronti.
A questo si affianca l’attenzione al design che assume quindi una funzione concreta. Tavoli richiudibili, letti sollevabili, sedute trasformabili e vani nascosti permettono allo stesso ambiente di cambiare configurazione durante la giornata. Materiali resistenti, tessuti curati e illuminazione modulabile contribuiscono a creare uno spazio domestico senza perdere di vista peso e praticità.
Il camper entra così nel racconto contemporaneo del Made in Italy: non soltanto per l’estetica, ma per la capacità di trasformare vincoli tecnici in alternative semplici da utilizzare.
Dai van compatti ai motorhome premium
Proprio come i produttori di camper hanno introdotto diverse soluzioni, così anche il mercato italiano mostra una crescente polarizzazione. Come riporta l’Associazione Produttori Camper, da una parte aumentano i van, che rappresentano quasi il 40% del comparto nazionale: veicoli agili, adatti anche a weekend, turismo di prossimità e utilizzo durante tutto l’anno. Dall’altra cresce la fascia premium, con semintegrali, mansardati e motorhome dotati di grandi garage, bagni attrezzati e sistemi di domotica avanzata.
Si amplia anche l’offerta di veicoli 4x4, spesso guidabili con patente B, destinati a chi associa il camper alle attività outdoor e ai percorsi meno convenzionali.
Le tendenze 2026 convergono verso maggiore flessibilità, dotazioni più complete e tecnologie capaci di semplificare la vita a bordo. Portabici, sistemi di filtraggio dell’acqua, dispositivi di sicurezza e soluzioni per trasportare biciclette elettriche, kayak o monopattini trasformano il mezzo in una base per esplorare il territorio.

Il Salone del Camper tra industria e nuovi stili di viaggio
Per tutti i viaggiatori, però, c’è un punto d’incontro in Italia che assume grande importanza tra gli appassionati. Si tratta del Salone del Camper di Parma, seconda manifestazione europea per numero di visitatori. L’edizione 2026 è prevista dal 12 al 20 settembre, su circa 110.000 metri quadrati di area espositiva. Nel 2025 il Salone ha accolto oltre 107.000 visitatori, più di 310 espositori provenienti da 22 Paesi e circa 600 mezzi esposti.
I numeri confermano il ruolo della manifestazione come punto di incontro tra produttori, operatori e pubblico, oltre che come occasione per osservare l’evoluzione del settore, dalle nuove soluzioni abitative alle tecnologie dedicate al comfort e alla mobilità. La crescita industriale si collega direttamente al turismo. In Italia operano circa 2.600 imprese del turismo specializzate nell’accoglienza dei camperisti, a cui si aggiungono agricampeggi e aree di sosta.
Nel settembre 2025 il Ministero del Turismo ha destinato oltre 25,7 milioni di euro a 152 progetti, che prevedono la realizzazione o la riqualificazione di 4.464 piazzole in 170 Comuni italiani. Con una spesa media europea stimata in circa 200 euro al giorno, il turismo itinerante può distribuire presenze e consumi tra ristorazione, commercio, servizi e produzioni locali, anche al di fuori delle destinazioni più frequentate.
Opportunità internazionali per imprese e componentisti
La crescita della domanda di comfort, personalizzazione e tecnologie apre spazi per produttori e PMI specializzate. Arredi, materiali, impianti, accessori e soluzioni digitali possono trovare applicazione sia nei veicoli italiani sia nelle catene produttive europee. Il camper racconta così una caratteristica del saper fare italiano: progettare prodotti complessi partendo dall’esperienza delle persone. Non è soltanto un mezzo per raggiungere una destinazione, ma un ambiente capace di adattarsi al viaggio.
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Fonti
La Repubblica
Associazione Produttori Caravan e Camper
In sintesi
L’Italia è il terzo produttore europeo di camper, dopo Germania e Francia
Il comparto coinvolge oltre 8.000 addetti e destina più dell’80% della produzione all’export
Nel 2025 le immatricolazioni italiane sono cresciute del 10,6%
I van rappresentano quasi il 40% del mercato, mentre aumenta la domanda di mezzi premium
Il Salone del Camper di Parma è la seconda manifestazione europea del settore per visitatori
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