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Il Distretto murgiano: l’eccellenza del mobile imbottito dal Sud Italia alla filiera globale

Il “triangolo del salotto” è il primo polo industriale nazionale con più di 600 imprese e oltre 9.200 addetti che ogni giorno plasmano la qualità Made in Italy apprezzata in tutto il mondo

Nell'altopiano che separa Puglia e Basilicata, tra uliveti e antiche masserie in pietra, batte da mezzo secolo il cuore industriale del divano italiano. Il Distretto murgiano del mobile imbottito conta, al secondo trimestre 2025, 611 aziende attive – 493 in Puglia e 118 in Basilicata – che lo rendono il sistema produttivo più esteso del Paese in questo comparto, davanti a Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna e Veneto.  

Un dato che, da solo, racconta molto di un territorio capace di trasformare la lavorazione artigianale del legno e del tessuto in una vera e propria filiera industriale, riconosciuta nel mondo dell’arredamento come espressione del Made in Italy.


Cos'è il Distretto murgiano del mobile imbottito?


Il Distretto murgiano del mobile imbottito nasce a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, quando un sapere artigiano radicato nei laboratori di tappezzeria comincia a intrecciarsi con i processi della produzione in serie. È il momento in cui la lavorazione del salotto di casa smette di essere un mestiere di nicchia e diventa un'industria vera e propria, capace di generare occupazione su scala regionale.

Geograficamente, il sistema si concentra per due terzi in quello che gli operatori chiamano il “triangolo del salotto”: i comuni di Altamura, con 192 aziende, Matera, con 103, e Santeramo in Colle, con 62. Da questo nucleo l'apparato produttivo si irradia verso il cuore delledue regioni.

Accanto ai divanifici veri e propri operano numerose imprese complementari del legno-arredo: 713 produttori di mobili e soluzioni per l'arredo interno, 62 tra materassi e doghe, 48 specializzati in cucine, 12 in sedie, oltre a 39 aziende attive nella finitura (laccatura, verniciatura, rivestimento) e 31 nella produzione di parti e accessori. Un ecosistema che, pur ruotando attorno alla produzione di divani, tiene insieme competenze diverse, come il Distretto orafo di Arezzo, e si distingue da altri poli del legno-arredo italiani per la scala industriale e la concentrazione territoriale.


Produttori e aziende: dentro il primo Distretto italiano del divano


Se si guarda ai numeri assoluti, la Puglia e la Basilicata rappresentano oggi un quarto di tutte le aziende italiane del settore. I lavoratori che operano nel distretto sono 9.214, secondo quanto riporta INPS, pari al 41% della forza lavoro nazionale del comparto.

La filiera produttiva di divani murgiana, poi, ruota attorno a poche imprese di grandi dimensioni a cui si aggrega un fitto sistema di subfornitura, composto da 238 piccole e 344 microimprese specializzate.

Un altro tratto distintivo è la quota di società di capitali, pari al 67% del totale, a fronte di medie regionali comprese fra il 32 e il 35% nel resto d'Italia. Il confronto con gli altri poli nazionali chiarisce il posizionamento murgiano: la Brianza, concentrata nel Monzese con 269 imprese, punta su design e alta gamma, il Distretto di Forlì-Cesena con 215 aziende lavora su una fascia medio-alta anche per conto terzi. Il Veneto, diviso fra Padova e Treviso, alterna grandi gruppi e PMI flessibili e infine, la Toscana, incardinata su Pistoia, resta legata a una lavorazione artigianale di pregio. Il Distretto murgiano, in questo panorama, detiene la leadership di volume e numerosità d'impresa, pur restando distante dai segmenti di mercato con fasce di prezzo più alte.


Dalla crisi industriale alla resilienza: vent'anni di trasformazione


Il distretto però non ha sempre avuto vita facile. Negli anni Novanta il comparto ha vissuto una fase di grande espansione, arrivando a contare quasi mille aziende – 982 nel 2000 – e circa quindicimila dipendenti. Fu l'apice di un modello basato sulla competitività di prezzo e sui grandi volumi.

L'inversione di tendenza arrivò con gli anni Duemila, e si fece drammatica tra il 2007 e il 2009 con l’arrivo della crisi economica. Un processo di ristrutturazione portò alla perdita di oltre un terzo delle imprese e dei posti di lavoro in pochi anni. A pesare in questo contesto, fusoprattutto la concorrenza dei produttori di mobili imbottiti stranieri, capaci di offrire articoli di bassa qualità a prezzi inferiori.

Da questa fase il distretto ne è uscito più snello, ma anche più solido. Confrontando il secondo trimestre 2025 con lo stesso periodo del 2020, le imprese sono diminuite dell'11,9%, ma gli addetti sono aumentati del 12%, quasi mille posti di lavoro in più. Le province di Bari e Barletta-Andria-Trani guidano ancora questa dinamica, con 642 addetti in più.

Un ruolo non secondario in questo percorso lo ha giocato l'intervento pubblico grazie allo stanziamento di risorse per la salvaguardia delle imprese e il reimpiego dei lavoratori. Parallelamente, alcune aziende a marchio proprio hanno iniziato a sperimentare linee di prodotto su segmenti più elevati, investendo in automazione e digitalizzazione delle fasi più critiche, integrando nuove tecnologie al lavoro tradizionale.


Export e mercati internazionali: opportunità e sfide


Questa trasformazione del comparto non ha frenato la sua spinta sul mercato mondiale. La domanda globale di divani continua a crescere, con un tasso stimato superiore al 4% annuo. L'Italia vi contribuisce con 1,7 miliardi di euro di export nel 2024, secondo l'ISTAT; il Distretto appulo-lucano da solo vale 411 milioni di euro, di cui 343 milioni, l'82% del totale, generati dalle imprese delle provincie Bari e Barletta-Andria-Trani.

L’andamento degli ultimi anni è positivo con il 2024 che segna un +14% rispetto al 2020, anche se l'andamento degli ultimi due anni mostra una nuova contrazione, in linea con la dinamica nazionale. Gli Stati Uniti restano il primo mercato di sbocco, con 120 milioni di euro e una crescita del 68,5% sul 2020. Seguono Francia (54 milioni), Regno Unito (51 milioni), Belgio (22 milioni) e Canada (12 milioni).



Il futuro: dalla scala industriale alla qualità accessibile e sostenibile


Il Distretto murgiano non si limita a custodire un know-how industriale costruito in mezzo secolo: lo sta rimodellando per rispondere a una domanda internazionale sempre più esigente. L’obiettivo è quello di creare prodotti in grado coniugare design, funzionalità e sostenibilità senza entrare nelle categorie di lusso e mantenendo una qualità ben al di sopra delle proposte low cost.

La sostenibilità è destinata a giocare un ruolo centrale in questa transizione: secondo Persistence Market Research, il 72% dei consumatori europei la considera un fattore primario nella scelta d'acquisto, con un'attenzione crescente verso materiali eco-compatibili, comesughero, cocco e vinaccia, o riciclati, come il PET di alta qualità.

È un terreno su cui il distretto può innestare competenze già sperimentate altrove in Italia nel campo dei biomateriali, applicandole alla produzione di divani. A questo si affianca l'innovazione di prodotto attraverso l’integrazione delle tecnologie e la modernizzazione dei canali di vendita, tra e-commerce, realtà virtuale per la prova dei prodotti e un posizionamento più deciso nel segmento contract, dagli hotel agli spazi pubblici. Sullo sfondo resta la sfida dell'internazionalizzazione: consolidare i mercati maturi di Europa e Nord America e, allo stesso tempo, intercettare la domanda crescente dell'area Asia-Pacifico e dei Paesi del Golfo.


Come connettersi con le imprese murgiane attraverso OpportunItaly


Il Distretto murgiano è un esempio concreto di come l'esperienza manifatturiera italiana sappia rigenerarsi senza perdere la propria identità. OpportunItaly nasce per accompagnare imprese come quelle protagoniste del mobile imbottito verso i mercati internazionali, mettendo in contatto il know-how dei territori e dei distretti industriali, individuabili tramite la Mappa dei distretti, con le opportunità globali. Unisciti al programma e scopri come collaborare con le imprese che rendono il Made in Italy un punto di riferimento nel mondo.

Fonte:
Unioncamere Puglia 
ISTAT 
Commissione Europea 
INPS


In sintesi


  • Il Distretto murgiano è il principale polo italiano del mobile imbottito, con 611 aziende e oltre 9.200 addetti che rappresentano una delle filiere più importanti della produzione di divani Made in Italy.

  • Nato dall’incontro tra tradizione artigianale e sviluppo industriale, il distretto si concentra tra Puglia e Basilicata, con il “triangolo del salotto” formato da Altamura, Matera e Santeramo in Colle come cuore produttivo del settore.

  • La forza del sistema risiede in una filiera completa che unisce grandi imprese, PMI e aziende specializzate in lavorazioni complementari, contribuendo a rendere il territorio un punto di riferimento nazionale per la produzione di divani e arredamento.

  • Dopo le difficoltà affrontate negli anni Duemila, il distretto ha avviato una trasformazione orientata a qualità, innovazione, automazione e digitalizzazione, rafforzando la propria competitività sui mercati internazionali.

  • Oggi il Distretto murgiano guarda al futuro puntando su sostenibilità, nuovi materiali, canali digitali e crescita dell’export, con opportunità di sviluppo soprattutto nei mercati europei, nordamericani, asiatici e del Golfo.



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