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Sughero di Calangianus: tradizione e innovazione per il packaging sostenibile italiano

Nel distretto del sughero dell’Alta Gallura, un sapere secolare si rinnova tra sostenibilità e nuovi traguardi per la filiera

Nel cuore della Gallura, una lunga tradizione produttiva scrive un nuovo capitolo. A Calangianus, capitale italiana del sughero sardo e centro di riferimento di una filiera profondamente radicata nel territorio, nel giugno 2026 il tappo di sughero ha ottenuto la certificazione biologica: un riconoscimento che segna un passaggio importante per il comparto e arricchisce la storia secolare del sughero sardo. 

Il cuore del sughero in Alta Gallura 


Calangianus è al centro di un sistema produttivo che interessa un’area di circa 912 km² e comprende, tra gli altri, Aggius, Berchidda, Luras e Tempio Pausania.  È il distretto sughericolo dell’Alta Gallura, un territorio in cui ambiente, competenze artigianali e attività industriali hanno costruito nel tempo una filiera ricca di aziende specializzate nella produzione e trasformazione del sughero. 

Le radici di questa specializzazione sono profonde: la lavorazione del sughero in Sardegna viene fatta risalire ufficialmente al 1851 e, nel corso del Novecento, contribuì a trasformare l’economia del luogo, favorendo la nascita di laboratori e imprese. Il tappo di sughero locale arrivò anche all’Esposizione Internazionale di Milano, consolidando la fama di Calangianus come capitale italiana del settore. 

Qui la presenza delle sugherete non ha plasmato soltanto il paesaggio, ma anche l’identità economica e culturale del territorio. Un luogo in cui un sapere tramandato nel tempo continua a essere parte integrante del tessuto produttivo contemporaneo. 

Un sapere antico che segue la natura 


Tutto comincia dalla quercia da sughero e da una pratica che ne rispetta il ciclo naturale. La corteccia viene raccolta attraverso la decortica periodica senza abbattere l’albero: un processo che permette di ottenere una materia prima naturale e rinnovabile. 

Dietro questo processo c’è un sapere antico che oggi incontra esigenze molto attuali: utilizzare le risorse in modo responsabile e valorizzare materiali rinnovabili. 

Nel tempo, il sughero ha mostrato anche una grande versatilità. Oltre ai tappi, trova applicazione in pannelli d’arredo e isolanti termici, ma anche in scarpe, borse, accessori di moda e oggetti di design. 


La sostenibilità del sughero conquista un nuovo riconoscimento 


Questa lunga esperienza produttiva trova oggi una nuova espressione nella sostenibilità. Nel giugno 2026, il tappo di sughero ha ottenuto la certificazione biologica ufficiale, diventando il primo materiale da imballaggio al mondo a ricevere un riconoscimento fino ad allora associato a produzioni come il vino e l’olio d’oliva. 

Un primato che aggiunge un nuovo elemento distintivo a una delle specializzazioni più rappresentative dell’Alta Gallura, espressione di un Made in Italy capace di coniugare saperi antichi e nuove esigenze di sostenibilità. 

Un distretto con vocazione all’export 


La rilevanza economica di questa filiera emerge anche guardando agli scambi con l’estero. Secondo i dati di CIPNES Gallura, nel primo trimestre del 2026 la provincia di Sassari-Gallura ha registrato esportazioni nel comparto legno-sughero per 3,8 milioni di euro, concentrando il 79,9% del totale regionale. 

Nello stesso periodo, l’export sardo del comparto ha raggiunto complessivamente 4,7 milioni di euro. Un valore in calo del 27,6% rispetto al primo trimestre del 2025, ma superiore del 24,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Numeri che confermano il ruolo centrale della Gallura nel settore e la sua vocazione verso i mercati esteri. 


Il Museo del Sughero, memoria viva del territorio 


A Calangianus, il sughero è anche un patrimonio da conoscere e tramandare. A raccontarne la storia è il Museo del Sughero, ospitato nell’ex convento settecentesco dei Frati Cappuccini, dove strumenti, macchinari e testimonianze ricostruiscono il rapporto tra la comunità e una materia prima che ne ha segnato lo sviluppo. Un racconto che attira sempre più visitatori.

Secondo La Nuova Sardegna, nel settembre 2025 il museo ha registrato 2.375 visitatori, rispetto ai circa 1.600 dello stesso mese dell’anno precedente.


Dal territorio ai mercati globali con OpportunItaly 


Tra radici antiche e nuovi traguardi legati alla sostenibilità, il sughero continua a essere una delle produzioni più rappresentative dell’Alta Gallura. Un’eccellenza che custodisce la propria storia e, allo stesso tempo, sa interpretare le esigenze attuali dei settori italiani. Quello del sughero sardo, come altri distretti italiani individuabili attraverso la Mappa dei distretti, racconta un Made in Italy fatto di conoscenze tramandate, identità territoriale e capacità di innovare.

OpportunItaly può contribuire a dar loro visibilità, creando nuove connessioni tra le imprese italiane e gli operatori internazionali.  Per raccontare il valore della tua impresa e incontrare nuovi interlocutori sui mercati globali, unisciti al programma. 

Fonti: 
Sardegnaimpresa  
Italia.it  
Lanuovasardegna   
Cipnes 

In sintesi 

  • Calangianus è il cuore del distretto del sughero dell’Alta Gallura, una specializzazione produttiva che affonda le sue radici nell’Ottocento e unisce saperi artigianali e imprese. 

  • Nel 2026 il tappo di sughero ha ottenuto la certificazione biologica, diventando il primo materiale da imballaggio al mondo a raggiungere questo traguardo. 

  • La Gallura ha un ruolo centrale nell’export regionale del comparto legno-sughero: nel primo trimestre 2026 Sassari-Gallura ha concentrato il 79,9% del totale sardo. 



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