Nautica italiana da record: l’export nel 2025 supera i 10 miliardi di euro
Dai cantieri ai mercati internazionali, il risultato dello scorso anno racconta la forza del settore, riconosciuto nel mondo come sinonimo di lusso e qualità Made in Italy

Il 2025 ha rappresentato un anno d’oro per la nautica italiana che ha registrato un nuovo record nell’export. Lo scorso anno, come riporta SACE, il settore ha superato quota 10 miliardi di euro di vendite nei mercati esteri. Un risultato che sottolinea come le imbarcazioni Made in Italy siano apprezzate in tutto il mondo grazie a un’esperienza che affonda le proprie radici nella storia del Paese. Il mare ha costituito per diversi secoli una risorsa preziosa per l’Italia, che ha saputo sfruttarlo al meglio, dando vita a un’economia dedicata di grande valore.
La nautica Made in Italy cresce e conquista l’Europa
Le prestazioni dell’export nautico assumono ancora più importanza se messe a confronto con l’annata precedente. Le esportazioni del 2025, infatti, sono cresciute del 40% rispetto al 2024, segnando una forte ripresa per il settore, che all’alto design unisce la qualità dei materiali e del know-how Made in Italy.
Proprio il modo di fare dell’industria italiana nasce dall’intreccio di competenze consolidate nel tempo e una tradizione tramandata tra generazioni. Questa capacità di unire storia e innovazione costituisce una delle qualità delle imbarcazioni italiane che sono amate a livello internazionale. A dimostrarlo sono i dati dell’export in Europa: oltre il 25% delle esportazioni nautiche del continente viene dall’Italia, mentre, se si guarda solo alle unità da diporto, la quota sfiora il 30%.
La crocieristica guida la crescita, il diporto consolida il suo peso
La nautica italiana non deve la sua fama a un singolo comparto o a un prodotto specifico. Grazie a un saper fare condiviso dal Nord al Sud della Penisola, passando dai poli siciliani a quelli campani, fino alla nautica ligure e pugliese, sono diversi i prodotti che hanno consolidato il loro peso all’interno della filiera o rafforzato la posizione nel mercato.
Un ruolo di prestigio nel risultato del 2025 è svolto dalle navi da crociera, che hanno raggiunto i 4,4 miliardi di euro di esportazioni, tornando su livelli vicini ai picchi del 2022. Queste da sole hanno rappresentato oltre il 40% delle vendite all'estero dell’intero settore.
Anche la nautica da diporto nel 2025 è cresciuta ancora, toccando i 4,4 miliardi di euro nelle vendite all’export. L’aumento rispetto al 2024 è stato del 2,6%, a dimostrazione della qualità e dell’attenzione che viene posta anche sulle imbarcazioni più piccole. Infine, se si guarda alle navi destinate ai lavori in mare, da quelle commerciali a quelle di difesa, l’aumento è del 280% con 1,5 miliardi di euro sfiorati.
Il comparto italiano, quindi, ha segnato una crescita a tutto tondo nel 2025. Il valore dei prodotti della filiera è dato da una conoscenza condivisa in tutta la sua catena produttiva. L’attenzione al design, alla qualità e ai piccoli dettagli caratterizza così ogni segmento dell’industria, che costituisce sin dallo scorso millennio uno dei fiori all’occhiello dell’Italia.
Tra superyacht e USA: la nautica italiana viaggia a vele spiegate
Proprio come succedeva in passato, anche oggi il mondo guarda con interesse ai poli marittimi della Penisola. In cima alla lista dei principali acquirenti troviamo gli Stati Uniti, che assorbono circa un terzo delle esportazioni del comparto e arrivano a coprire il 66% delle vendite estere nella crocieristica.
Le imbarcazioni da diporto, invece, hanno una distribuzione geografica più articolata, raggiungendo destinazioni diverse nel mondo. Accanto agli USA, infatti, tra le nazioni più interessate ci sono Regno Unito, Malta, Francia e Turchia, a conferma di una domanda diffusa su più aree.
Un ruolo di grande rilievo nel portafoglio degli ordini dell’Italia spetta ai superyacht. La nautica del Paese, infatti, ha in costruzione oltre la metà delle imbarcazioni di questo tipo ordinate in tutto il mondo. Il dato non riguarda soltanto le consegne del 2025, ma fotografa il peso della produzione italiana in una fascia di mercato che richiede elevati livelli di specializzazione.
È proprio guardando a questo tipo di produzioni che emerge con maggiore chiarezza l’importanza della filiera: dietro il cantiere operano molte imprese con competenze differenti, chiamate a lavorare sullo stesso progetto.
Dietro ogni imbarcazione c’è una filiera di competenze specializzate
Le conoscenze condivise costituiscono il vero elemento distintivo del settore nautico italiano. L’industria nautica vanta quasi mille imprese e oltre 168.000 addetti, generando più di 13 miliardi di euro di valore aggiunto.
La realizzazione delle imbarcazioni avviene attraverso un metodo tipico del Made in Italy: in questo processo collaborano protagonisti di diversi settori, dai progettisti ai produttori di motori e sistemi elettrici, fino alle aziende dell’arredo, ai componentisti e ai fornitori di tecnologie digitali. Nelle grandi unità, il contributo dei subfornitori può costituire una parte predominante del valore complessivo del progetto.
Il punto di forza sta quindi nella capacità di coordinare specializzazioni diverse all’interno di produzioni complesse. Progettazione, componenti, impianti e allestimenti devono funzionare come parti di un unico sistema, rispettando requisiti tecnici, tempi e livelli di qualità condivisi. In questo modo, il comparto è in grado di rispondere al meglio alle richieste del mercato e alle sfide del presente. Nella catena del valore vengono integrate così le ultime innovazioni, con uno sguardo sempre diretto alla tradizione e alla sostenibilità.
Nuove propulsioni e personalizzazione stanno cambiando il mercato
Le necessità del cambiamento climatico occupano un posto centrale anche nella domanda nautica. A livello mondiale, poco meno della metà del portafoglio ordini della cantieristica riguarda sistemi di propulsione alternativi. Il mercato si sta spostando sempre di più verso soluzioni ecologiche, coinvolgendo direttamente cantieri e fornitori in integrazioni più rispettose dell’ambiente.
La transizione energetica collega così la progettazione al tema più ampio della salvaguardia del mare, rendendo le scelte più orientate a un inquinamento minore. Nella nautica da diporto, a questa evoluzione si affianca la personalizzazione, che vede gli yacht Made in Italy più vicini alle richieste dei clienti. Anche la digitalizzazione assume maggiore rilievo in questo contesto, ricoprendo un ruolo importante non solo nello sviluppo delle imbarcazioni, ma anche nel rapporto tra azienda e cliente.
Le nuove richieste del mercato contribuiscono ad aumentare le possibilità del settore, ma rendono ancora più decisiva la maturità della filiera. Restano però alcune sfide, legate soprattutto all’aumento dei costi energetici e industriali e a possibili interruzioni delle forniture, che rischierebbero di allungare i tempi di consegna.
Con OpportunItaly, dalle filiere italiane ai mercati internazionali
Le conoscenze della cantieristica navale si inseriscono in quelle della Blue Economy, che comprende anche portualità, logistica, turismo, pesca e tanti altri servizi legati al mare. È dentro questo sistema di competenze, imprese e territori che il risultato dell’export assume il suo significato più ampio: non soltanto come performance commerciale, ma come capacità di portare sui mercati internazionali una produzione complessa e fortemente specializzata.
OpportunItaly promuove l’eccellenza e il know-how del settore nautico italiano, mettendo in contatto i professionisti della filiera con i principali operatori e buyer esteri. Grazie a servizi dedicati, come la Mappa dei distretti italiani o il Business Matching, il programma favorisce l’espansione sui mercati internazionali e genera nuove opportunità di crescita per il Made in Italy. Per scoprire tutti i servizi, unisciti al programma.
Fonti
SACE
In sintesi
Nel 2025 l’export della nautica italiana ha superato i 10 miliardi di euro, crescendo del 40% rispetto al 2024.
Crocieristica e diporto hanno raggiunto ciascuno 4,4 miliardi di euro di esportazioni, mentre le unità commerciali e da difesa hanno sfiorato 1,5 miliardi.
Gli Stati Uniti sono il primo mercato di destinazione e assorbono circa un terzo delle vendite italiane all’estero.
Nei cantieri italiani è in costruzione oltre metà dei superyacht presenti nel portafoglio ordini mondiale, grazie anche al contributo di fornitori specializzati.
Propulsioni alternative, personalizzazione e digitalizzazione orientano lo sviluppo del settore, che deve affrontare costi industriali e possibili interruzioni delle forniture.
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