Bruno Munari tra design e arte: nasceva 119 anni fa una delle icone del Novecento italiano
Il 24 ottobre 1907 nasceva a Milano l’artista che ha segnato un’epoca in cui, attraverso lo studio della forma e degli spazi, ha dato vita a opere che univano creatività e qualità

Forme sospese nell’aria, lunghe o tonde, prima concave poi convesse, nella stessa opera d’arte, impossibile da ricondurre in un’unica categoria. Il 24 ottobre 1907 nasce a Milano uno degli artisti italiani più importanti del Novecento: Bruno Munari. Dalle sue idee hanno preso vita alcune delle opere più stravaganti e iconiche del secolo scorso, ma anche giochi e oggetti di design che univano creatività, metodo e sperimentazione.
La capacità di aderire inizialmente a una corrente artistica, lasciandola per poi guardare il mondo da una prospettiva diversa, gli ha permesso di diventare un punto di riferimento internazionale. La sua ricerca racconta una delle espressioni più riconoscibili della cultura italiana: la capacità di trasformare l’idea in progetto e il progetto in esperienza.
Un linguaggio creativo tra arte, tecnica e sperimentazione
L’approccio che ha avuto Munari in tutta la sua carriera rispecchia a pieno una delle caratteristiche del Made in Italy: saper superare i confini delle discipline. La sua ricerca, infatti, ha attraversato diversi ambiti come l’arte, la grafica e il design che gli hanno permesso di approfondire lo studio delle forme e dello spazio.
La sua arte è stata caratterizzata sin dagli inizi dalla volontà di esplorare nuove possibilità espressive, portandolo a discostarsi dalle correnti artistiche esistenti, promuovendo uno stile unico. Proprio da questo suo modo di intendere l’arte hanno preso vita alcune delle opere più iconiche come Macchina aerea, Macchine inutili o Concavo-convesso. Queste sono strutture leggere e mobili nello spazio che, attraverso un gioco di equilibrio e luci, si presentano all’osservatore sempre in modo diverso.
Dalla formazione milanese alla costruzione di un metodo progettuale
Munari trascorre gran parte della sua infanzia nel Polesine, zona che oggi ospita il distretto industriale delle giostre. A metà degli anni ’20 torna a Milano e si avvicina agli ambienti artistici della città, entrando in contatto anche al Futurismo. Come riporta Treccani, è nel capoluogo lombardo che Bruno amplia gli orizzonti professionali cominciando a svolgere lavori come artista, grafico e progettista. Proprio queste esperienze e conoscenze accumulate gli hanno permesso di sviluppare una formazione trasversale, dimostrando come il saper fare italiano emerga dall’intersecarsi di diverse discipline.
Nel 1948 partecipò alla fondazione del Movimento Arte Concreta dedicandosi alla ricerca di nuovi linguaggi astratti e al rapporto tra arte e progettazione. In questa fase, Munari realizzò alcune opere come Negativo-positivo e i Libri illeggibili, una serie di opere che usciva dagli schemi dell’arte coinvolgendo oggetti protagonisti di altri ambiti.
Infine, la sua attenzione si spostò sull’apprendimento dei bambini, sulla comunicazione visiva e sull’educazione creativa. È in questo periodo, fatto di sperimentazioni che coinvolgevano immagini e materiali differenti, che prendono vita alcuni oggetti dedicati ai più piccoli come il Gatto Meo, fatto in gommapiuma e manipolabile per un gioco più interattivo e formativo.

https://www.fondazionepirelli.org/en/activities/bruno-munari-a-master-of-design-on-display-in-verona-a-great-name-for-pirelli/
Le opere di Bruno Munari che hanno segnato il design italiano
L’interdisciplinarietà delle sue opere rappresenta un modo di agire del Made in Italy in cui le conoscenze di più campi si intrecciano per dare vita a innovazioni. La difficoltà di applicare un’etichetta alle opere di Munari non gli ha impedito di vincere diversi Compassi d’Oro per il disegno industriale, con le sue creazioni che hanno permesso al design italiano di essere riconosciuto in tutto il mondo.
Tra queste ci sono la lampada Falkland, realizzata nel 1964 usando un tessuto tubolare in cui vengono inseriti dischi metallici di diverse grandezze, che nasce dallo studio sull’utilizzo di materiali diversi e dall’unione di funzionalità ed equilibrio. Allo stesso modo, la Scimmia Zizì, creata nel 1952 per Pigomma, rappresenta l’interesse di Munari per il gioco come strumento di apprendimento.
Accanto agli oggetti industriali, ci sono quelli in cui si riflette la sua attenzione verso il rapporto delle persone con ciò che le circonda. Uno di questi è l’Abitacolo, progettato nel 1971 e premiato con il Compasso d’Oro nel 1979, che gioca con forme e spazio.
L’eredità di un pensiero che continua a influenzare il design
L’eredità di Bruno Munari non risiede solo nelle opere che ha creato nel corso della sua carriera, ma nel metodo che ha lasciato ai professionisti che operano nel mondo del design, dell’arte e degli altri settori industriali. Da una parte c’è il suo approccio progettuale, che ha contribuito a diffondere un’idea della materia che vede in armonia persone, oggetti e ambiente. Dall’altra c’è la ricerca che gli ha permesso di diventare una figura in grado di superare ogni etichetta o catalogazione, spaziando tra diverse discipline per ottenere un oggetto unico, ma formato da più anime.
Il design italiano può vantare, così una filosofia che mette al centro la qualità del prodotto composta di conoscenze condivise sui materiali, l’attenzione ai dettagli e la capacità di rispondere a diversi bisogni. Questa visione dialoga ancora oggi con le necessità del presente, in cui ha assunto grande rilievo la salvaguardia ambientale. Per rispondere alle sfide del cambiamento climatico il design italiano è diventato sostenibile attraverso l’unione di tradizione, innovazione e un saper fare che coinvolge più filiere dell’industria Made in Italy.

https://www.munart.org/index.php?p=19
Il mondo guarda al design italiano
La storia di Bruno Munari rappresenta un esempio di come la creatività italiana possa diventare patrimonio culturale e valore riconosciuto nel mondo. Il suo approccio rappresenta la forza di una ricerca che interseca diversi settori per trasformare le idee in soluzioni concrete: metodo che caratterizza molte realtà del Made in Italy.
L’Italia vanta molte aziende di design che ogni giorno danno vita a quell’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Dal distretto del mobile imbottito di Puglia e Basilicata, ai mobilifici del Nord Italia: come mostra anche la Mappa dei distretti, lungo tutta la Penisola ci sono molte realtà che cercano all’estero nuove opportunità di crescita. OpportunItaly accompagna queste imprese e i buyer stranieri tramite servizi di Business Matching. Scopri le aziende del design italiano più adatte al tuo business e unisciti al programma.
Fonti
Domus
MunArt
Treccani
In sintesi
Nato a Milano il 24 ottobre 1907, Bruno Munari è stato artista, designer, grafico e inventore italiano. Nel corso della sua carriera ha esplorato il rapporto tra arte, tecnologia e quotidianità, diventando una figura di riferimento del Novecento creativo italiano.
Dopo le prime esperienze nel Futurismo e la partecipazione alla fondazione del Movimento Arte Concreta (MAC) nel 1948, Munari ha sviluppato un metodo progettuale basato su sperimentazione, ricerca visiva e osservazione dei materiali.
Tra le sue opere più conosciute figurano la lampada Falkland (1964), la Scimmia Zizì (1952), le Macchine inutilie l’Abitacolo (1971), progetti che hanno contribuito a definire un approccio innovativo al design italiano.
Nel corso della sua attività ha lavorato anche sulla comunicazione visiva e sull’educazione creativa, realizzando numerosi libri e laboratori per bambini che hanno diffuso un nuovo modo di avvicinarsi all’arte e alla progettazione.
La sua ricerca ha lasciato un’eredità ancora attuale nel mondo del design e della cultura del progetto, mostrando come creatività, metodo e capacità di sperimentare siano elementi distintivi del Made in Italy.
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